"Anche in arte vi è spazio sufficiente alla ricerca esatta. Ma il genio non è diligenza. Il genio è appunto genio, è dono naturale che non ha principio nè fine, è precreazione. La genialità non la si può insegnare....Il genio è spesso l'eretico..... " (P. Klee)
 

ARGOMENTI DI DISCUSSIONE


Quale deve essere il ruolo dell’arte nella societa’ di oggi?    Ed è’ ancora giusto pensare come Aristotile:   “ quello che dovrebbe fare l'’arte, cioè dotarci delle norme morali per arrivare a distinguere tra il bene e il male….

 

C'’è spazio nella società di oggi per la libertà artistica e per tutte le forme artistiche siano esse tradizionali o tecnologiche?

 

La pittura sta sparendo a favore di altre forme di comunicazione?

 

L’arte di oggi è veramente espressione libera o solo marketing al servizio dei mercanti e della finanza attraverso galleristi e critici compiacenti?

 

E l’arte di oggi e’ un arte “popolare” . Per quello che si vede è diventata una forma di comunicazione adatta solo a pochi addetti ai lavori e ad una èlite in grado di capire i linguaggi criptati e spesso estremamente nascosti della pittura moderna.

Allora non e’ più popolare?

 

Quello che viene prodotto oggi nel campo artistico è fatto solo per stupire o è una espressione poetica?

 

La creatività è arte e quando lo diventa? 

 

Gli spazi espositivi a chi vengono dati oggi?

Siamo sicuri che vengano dati ai migliori oppure i migliori  non  riescono ad arrivare al pubblico, solo perché non facenti parte di “quelli del quartierino”?

 

E questa domanda ne fa sorgere subito un’altra: siamo sicuri che  l’influenza di questi artisti, oggi osannati dalla critica e dai mercanti, sull’arte moderna sia la miglior influenza artistica che si possa avere oggi oppure  à in atto una terribile contaminazione letale per l’'arte stessa?

 

Oggi non è dato sapere o capire se valiamo qualcosa, perché nessuno ti dice o forse siamo sicuri che siano in grado di dire?

 

Forse perché  non c’è un concetto di arte definito e quindi nel massimo della “libertà”, qualsiasi cosa può essere più o meno accettata.

Perché nella grande confusione di oggi non ci capisce più niente nessuno.

Perché per qualcuno è più comodo.

Perché molti hanno paura di dire per non uscire dal gioco.

E allora chi  è che decide e stabilisce? E che cosa?

Allora se nessuno giudica, e nessuno è giudicato, tutti hanno diritto ad essere ammessi.  E siamo sicuri che chi viene ammesso nell’”'Empireo” sia veramente il più meritevole?

Risulta a qualcuno che siano state scritte nuove teorizzazioni  a parte qualche esiguo commento da parte degli artisti di questi ultimi decenni sulla pittura o sull'’arte in genere.  Per capire meglio esistono testi che possano sancire in modo “scientifico” quanto espresso nelle opere di questi ultimi?  Non mi sembra.

 

Dobbiamo risalire alle prime avanguardie (Klee, Kandinsky, Mondrian) per trovare delle opere/lezioni o quant’altro nelle quali gli artisti esprimevano ed insegnavano la loro metodologia espressiva, più o meno condivisibile certo, ma comunque con dietro una filosofia che faceva di loro degli innovatori, ma con un background culturale., scientifico. 

 

 La nostra associazione si propone quindi,  di mettere in discussione quanto sopra ed ancor di più.  Di portare avanti il nostro discorso pittorico comune e cercare come associazione di conquistare spazi espositivi, di esprimerci liberamente e cercare  di trasmettere agli altri i nostri messaggi.

 

 Inoltre di continuare a sperimentare nuove tecniche e nuove forme espressive, insieme,  pur nel rispetto delle varie individualità.


Certo che ripercorrendo la storia dell’arte non possiamo dimenticare il “salon des refusee” la famosa mostra degli artisti che poi saranno denominati “Impressionisti”  e che fu patrocinata da Napoleone III per raccogliere 3000 opere rifiutate dall’Accademia delle Belle Arti Francese ….. all’inizio furono critiche, dileggio, scandalo e ancora…..Van Gogh ritenuto pazzo ed ancora, quanti altri artisti o correnti pittoriche hanno dovuto attendere prima di essere consacrate  o semplicemente rispettate.

 

Quando si tenta di rompere un equilibrio, all’inizio si hanno sempre delle reazioni negative da un establishment che non vuole cambiamenti.

Questo non significa che non si deve provare o che ci si debba uniformare, come fanno gran parte degli artisti di oggi, che invece di dipingere liberamente, tentano,  spesso imitando,  di assecondare il volere dei mercanti d’arte, distruggendo quanto di più sacro ci sia nell’arte,  ovvero la libertà.

Rifacciamo ordunque un salone dei rifiutati!!!!    Dove regni la libertà espressiva nel rispetto della cultura, della conoscenza, della bellezza e dell’espressione delle idee, via gli imbratta tele ed i mercenari. E se fra noi ci sarà qualcuno che vale, ebbene che abbia la possibilità di farsi largo……

Se da questo potrà uscire una univocità di intenti pittorici e stilistici, è anche possibile che si possa creare una nuova scuola pittorica, questa è la mia speranza.


 
 _______________________________________________________________________________________________________________________
  Site Map